pippo

La via era buia, non tetra o minacciosa ma buia.
Il selciato lucido aveva l'aria di chi ne ha viste tante, di chi la sa lunga, troppo lunga comunque per raccontarla al primo che passa.
E pioveva.

Pioveva come se a quello lassù, che guida o tira i fili, non bastasse il freddo per far sentire la propria autorità, ma si fosse invece deciso per un po' di impegno extra quella sera.
Camminavo e cominciai a pensare che il viaggio, ormai, fosse da considerarsi concluso, che fosse ora di tornare a casa a vedere il mare, il mio mare.
E a dire quelle cose mai dette, forse.

Il selciato rimaneva muto, avaro di consigli, come uno che non ha bisogno di parlare per farsi sentire.
Mi guidò semplicemente tra quelle strette vie regalandomi bagnate cartoline: vecchie case di mattoni, un'antica arcata e in fine un muro di pietre, giallo per la luce di una lanterna, accesa chissà come con quel fortunale, accesa però - non posso fare a meno di pensarlo - proprio per attirarmi a sè, come un insetto.
Sotto la luce, la porta socchiusa di un'osteria.

- Philippe Parbleau

< indietro