pippo

Una sera come tante altre, io al banco, l’oste.
Lo sguardo rivolto ad una porta che nessuno varcava.
Poi all’improvviso un tuono, il rumore della pioggia contro le grondaie arrugginite dell’osteria.

Non so perché in quell'istante mi voltai e vidi un uomo entrare, mal vestito, fradicio e dall’aspetto miasmatico. Si sedette, ordinò un bicchiere di Chianti e appoggiò sulla tavola una custodia di legno, dentro forse un’arma, forse una chitarra o forse semplicemente una torcia e un retino per andare a gamberi.
Non seppi mai cosa contenesse.

Il giorno seguente mi svegliai con un forte mal di testa sempre dentro quella stessa osteria. Dalle finestre il sole splendeva e tutto era cambiato, l’oste non c’era più, non c’era più quel goffo e strano uomo, e le pareti brillavano di un rosso vivo, sintomo di gioia, amore e passione.

Aprii la porta, presi il cappello e uscii fischiettando una strana aria che mai avevo sentito prima.

- Jean Le Monde

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